Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#Neve e nebbia – 16 dicembre 2012

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Tutto comincia con le prime lame di luce, taglienti come il freddo del mattino, che rimbalzando sul versante casatese della Nava, oltrepassano la Colombina e vanno a colpire le lontane cime lecchesi. Quasi volessero misurarsi con altre lame, quelle del Resegone.

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E’ il segnale che la giornata deve prendere velocemente corpo, con le attività che soprattutto per gli animali devono essere messe subito in atto, per sfruttare ogni attimo utile, prima che il breve pomeriggio di questo periodo, lasci altrettanto velocemente il posto alle ombre del crepuscolo. Innanzi tutto, ovviamente, la ricerca del cibo. Ecco che il cielo si anima dei gruppetti di fringuelli, che richiamandosi sommessamente, radunano anche gli individui solitari. Le cince more e le cinciarelle, aggrappate ai sottili rami come trapezisti, rastrellano ogni seme o insetto, mentre un corvo dall’alto lancia il suo grido, decisamente più aggraziato di quello delle congeneri cornacchie. Chi per antonomasia non gradisce la compagnia dei suoi simili è il pettirosso che canta a squarciagola, per delimitare anche oggi il suo pezzo di territorio: al primo sconfinamento si scatena la rissa.

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Anche una passera scopaiola, talvolta, è vista con diffidenza e di conseguenza viene fatta “sloggiare” con modi persuasivi. Si ode anche il verdone e il lontano verso del picchio verde. Completa il quadro, prima della discesa in Valle, il volo ondulato di una ballerina bianca, che probabilmente ha abbandonato l’idea di setacciare il terreno, coperto di neve gelata, del campo della Colombina.

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La strada sterrata, ricoperta di neve pressata e ghiacciata, consentendo un passo spedito, trae in inganno sul prosieguo dell’uscita che si rivelerà per niente agevole, visto che nella Valle la sottile crosta di neve gelata non riesce a sostenere il peso di una persona, cedendo ad ogni pressione e subito dopo trattenendo lo stivale.
Almeno in questi frangenti, la conoscenza del luogo maturata negli anni, permette di non sprofondare nelle buche o nelle pozzanghere presenti lungo il percorso. Ma altri ostacoli si presentano sul cammino.
Molte piante, in gran parte le robinie, non hanno retto al peso della neve reso molto più gravoso dalla pioggia che ha fatto seguito alla precipitazione. Non resta che scavalcarle o aggirarle, operazioni possibili solo per chi cammina, ma improponibili a ciclisti e cavalieri. Il problema però, visto che la stagione fredda è appena agli albori, può essere rimandato di qualche mese. Nel frattempo, la nevicata, ha di fatto sospeso l’attività venatoria.

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Il freddo ha portato con sè gli ultimi svernanti che ancora si attardavano sulle vicine montagne, quale il regolo che simile ad un batuffolo, non solo per il portamento ma anche per la leggerezza con cui si lascia trasportare fino a terra dalle piccole ali, incurante della presenza umana, ispeziona minuziosamente rami, tronchi e buchi.
Uno degli ultimi incontri visivi, perchè scendendo nella parte bassa della Nava, ci si trova avvolti in modo sempre più consistente dalla nebbia: in questi frangenti solo il canto dei pettirossi e lo scricchiolare della patina ghiacciata sotto gli stivali, rompono il silenzio.

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Resta qualcosa che purtroppo ne la nebbia ne la neve possono nascondere alla vista, neppure nel modo effimero che le contraddistingue. La sagoma, ormai familiare, è ancora lì a fare “cattiva ” mostra di sè e a testimoniare come ci si impieghi poco tempo a fare dei danni all’ambiente, mentre i tempi diventano biblici per la bonifica del medesimo.

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Ad oggi, non si sa se la fine del mondo, prevista il 21 dicembre 2012 si materializzerà, confermando di fatto la profezia degli Maya. Non vorremmo però che i nostri Amministratori abbiano deciso di lasciare ai futuri abitanti del pianeta, quale nostra testimonianza, l’ormai famosa “carcassa della Nava”.

Sala Alfio – Gruppo Valle Nava

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

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Questa voce è stata pubblicata il dicembre 19, 2012 da in Appunti dalla Valle della Nava.

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