Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

*Ecco il 2013… – 19 gennaio 2013


Complici dapprima l’influenza, poi il meteo avverso, l’ingresso della Valle della Nava nel nuovo anno, risulta leggermente in ritardo. In fondo si è persa la settimana di temperature assolutamente anomale, data la mitezza, ma ora il tutto pare rientrare nella normalità. Infatti il cielo odierno appare pigramente coperto, la temperatura è in linea coi dettami della stagione, cioè piuttosto fredda e il paesaggio mostra i segni della recente spruzzata di neve. Alla Colombina, una larga chiazza tonda di cenere, segnala il punto in cui la sera di S.Antonio ha bruciato per ore il mega-falò, richiamando una moltitudine di persone. Parlare di una tradizione che rivive, forse, date le dimensioni del tutto, appare un po’ forzato: nei tempi andati, i contadini bruciavano le stoppie del mais e pochissime altre cose, quali sterpaglie e piccole fascine, per contenere il fumo. La legna, quella consistente, era troppo preziosa e l’inverno era ancora lungo da sopportare con le sue temperature rigide. S.Antonio, il 17 di gennaio, era collocato proprio in mezzo ai “Santi, Mercanti di neve”, quali S.Mauro, Santa Agnese, per finire con S.Biagio. Il momento era allietato da un bicchiere di vino e possibilmente coi “tortelli”, poi una preghiera al Santo e i gruppetti si ritiravano, giusto in tempo per vedersi spegnere i rimasugli dei fuochi. In tutto questo c’era il senso religioso, la speranza di uscire presto dall’inverno e con la bruciatura delle stoppie del mais, l’opera più o meno consapevole, di distruzione degli stadi giovanili della piralide del mais. Ovviamente oggi, in questi grandi raduni attorno a falò sempre più imponenti, non si ritrovano più le stesse motivazioni, comunque un piccolo merito, nel tramandare una certa memoria storica, lo si può riconoscere.

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Il cielo questa mattina fatica ad illuminarsi, perciò risulta difficoltoso individuare le sagome dei fringuelli, che in sparuti gruppi lo stanno attraversando, richiamandosi come è loro consuetudine, in modo sommesso ma continuo.
Qualche merlo che aveva salutato i primi chiarori con un canto vagamente primaverile, ora ha deciso, più concretamente, di sfamarsi con gli ultimi cachi rimasti sulle piante degli orti.
La temperatura, fatto del tutto normale, in Valle segna qualche grado in meno e lo si nota dai giochi di ghiaccio che sigillano le pozze lungo il sentiero.

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In questa parte del percorso, il tamburellare dei picchi rappresenta un sottofondo “musicale” continuo: infatti è ritmico, segno evidente che gli uccelli stanno già perimetrando i territori, avendo colto nel riallungarsi delle giornate il primo segnale della futura nuova stagione. Ma ci saranno ancora molte giornate in cui le condizioni avverse metteranno a dura prova tutti gli animali del bosco. Infatti, come ci si allontana dai manufatti umani, i pettirossi svaniscono nel nulla.
Per questi uccelletti in inverno, risulta più facile trovare cibo presso case e cascine, elette a proprio regno e strenuamente difese dai consimili.
Questo è anche il periodo dei lavori legati allo sfruttamento, se eseguito con oculatezza si può definire “gestione”, del bosco. In particolar modo si procede al taglio ceduo, per lo più della robinia, per ricavarne legna da ardere.

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Come si può notare, le parti delle piante commercialmente non appetibili, in questo caso vengono bruciate in loco.
Più a valle, nella piana sotto Maresso, si è proceduto già all’aratura di vasti appezzamenti, sfruttando così l’opera meccanica del gelo che riconsegnerà un terreno, grazie anche all’apporto di composto organico, strutturalmente migliorato.

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Questa visione idilliaca, di un’agricoltura che torna alle antiche regole fondamentali, viene però messa in dubbio da una considerazione: possibile che nessun uccello passi al setaccio una distesa così vasta in cui molti elementi organici potenziali fonti di nutrimento, sono stati messi fisicamente a disposizione? Un quesito, la cui risposta potrebbe deludere.

Alfio Sala

Gruppo Valle Nava

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

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Questa voce è stata pubblicata il gennaio 22, 2013 da in Appunti dalla Valle della Nava.

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