Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#L’Adda che non ti aspetti

Finalmente, dopo tante settimane di pioggia e maltempo, questa domenica mattina ci regala un cielo limpidissimo ed un sole già caldo ci accoglie ad Imbersago, punto di partenza per la nostra escursione fotografica.

Alle 8:30 decidiamo di partire, carichi di entusiasmo ed accompagnati dai nostri fotografi Alfio Sala, Luca e Alberto Fantoni, appesantiti dalle varie attrezzature fotografiche.

Ci dirigiamo, controcorrente, verso Brivio. Ma bastano poche decine di metri e già ci fermiamo. Tra gli alberi, invisibile ai più, un nido di merlo. A meno di un metro dal sentiero e dalle acque dell’Adda, una merla cova tranquilla nel suo nido. Ci vede e confidando nel mimetismo assume una posa granitica. Luca posiziona la macchina sul cavalletto e ci permette di scattare alcune foto.

Dopo qualche minuto dedicato alla merla decidiamo di tornare sui nostri passi e dirigerci, seguendo la corrente, verso Paderno.

Sul sentiero non c’è ancora la folla che si materializzerà come dal nulla verso le 11:00. Lungo il percorso siamo accompagnati solo dal rumore del passo affrettato di qualche podista mattutino e dal tipico verso delle folaghe, qui presenti in numero consistente.

Le piogge dei giorni scorsi, e la conseguente piena del fiume purtroppo hanno distrutto molti nidi che questi animali costruiscono lungo le rive e che si possono intravedere sotto il pelo dell’acqua, quasi fossero relitti semi affondati.

Riusciamo a fotografare, a meno di un paio di metri di distanza, una folaga con il suo piccolo di qualche settimana. La mamma si tuffa ripetutamente sott’acqua alla ricerca di cibo per il piccolo che attende speranzoso nel nido spaurito per la temporanea assenza del genitore.

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Ad un certo punto sentiamo un rumore sordo in lontananza …sta arrivando un cavallo? …una barca?  Niente di tutto questo…… ecco sopraggiungere in volo, a pelo d’acqua, un cigno che con maestosità e grazia passa praticamente davanti ai nostri occhi. Alberto è il primo a cogliere l’occasione al volo. Afferra il potente teleobiettivo e spara una raffica di scatti inseguendo il soggetto con professionalità. Anche noi dilettanti ci proviamo…beh, il risultato non è propriamente lo stesso!

Dopo l’inaspettata sorpresa proseguiamo il cammino e ci fermiamo a fotografare una lucertola che sonnecchia su un muro baciato dal sole.  Lei non si muove minimamente e si rivela un ottimo soggetto per una delle (mie) fotografie più riuscite!

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Ma ecco che la nostra attenzione è rapita dalle grida di un passante: “fotografi! venite qui! C’è una cosa mai vista!”. Subito cerchiamo di capire cosa voglia indicarci e dopo pochi passe ecco che davanti ai nostri occhi si materializza un quadretto famigliare veramente unico. Un esemplare di svasso maggiore nuota tranquillo a pochi metri dalla riva portando sul suo dorso un piccolo di poche settimane. Nelle immediate vicinanze un altro esemplare li segue tuffandosi di tanto in tanto per procacciare qualche pesce da offrire al piccolo, unico superstite di una covata originariamente più numerosa.

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Seguiamo la famigliola che si muove piano controcorrente, scattiamo tutti moltissime foto posizionando e riposizionando cavalletti, sdraiandoci quasi a terra per trovare l’angolazione e lo scatto migliore.

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Dopo una buona mezz’ora decidiamo di proseguire il nostro percorso fermandoci sulle rive di un laghetto dove troviamo molti fotografi appassionati che, armati di tanta pazienza..(requisito indispensabile per chi si avvicina alla fotografia naturalistica) attendono la visita di un martin pescatore frequentatore della zona.

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Non siamo fortunati, oggi il martin pescatore non vuole farsi vedere. Decidiamo quindi di lasciare il percorso principale ed avventurarci verso una piccola penisola che si protende verso il centro del fiume.

Da questa posizione privilegiata il nostro sguardo può spaziare quasi a 360 gradi ma la nostra attenzione è concentrata su alcune tartarughe che sonnecchiano su un tronco che affiora dal pelo dell’acqua.

Le tartarughe di origine americana, probabilmente acquistate in un negozio di animali quando avevano dimensioni di pochi centimetri, inopinatamente poi liberate lungo il fiume; hanno raggiunto dimensioni consistenti  e non sembrano essere minimamente infastidite dalla nostra presenza, rivelandosi degli ottimi soggetti da fotografare.

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Nei pressi, un cigno sonnecchia su una catasta ragguardevole di rami: si tratta di una femmina che sta portando a termine la covata delle proprie uova. A giorni si presenterà il quadretto del trenino composto dalla madre seguita dai piccoli, sotto la vigile attenzione del maschio, che già si prepara sbuffando minaccioso lungo la riva, ai cani che, i poco accorti padroni, lasciano avvicinare troppo al corso del fiume.

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Soddisfatti per le osservazioni e le immagini raccolte, decidiamo di tornare sui nostri passi ritrovando un sentiero ormai invaso dalla folla della tarda mattinata, per lo più ignara dei particolari dello spettacolo che giornalmente la natura offre .

In fondo lo scopo della fotografia naturalistica è proprio questo: immortalare la stupefacente quotidianità della vita che ci circonda.

Marta Picchi

fotografie di Luca Fantoni, Alfio Sala e Marta Picchi

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Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

Un commento su “#L’Adda che non ti aspetti

  1. Alberto
    maggio 8, 2013

    Bellissima esperienza, vi invidio!

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Questa voce è stata pubblicata il maggio 8, 2013 da in Casatenovo, Escursioni, Immagini, Iniziative.

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