Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#Nel Pantanal – 23/02/2014

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Più di un mese dall’ultima sortita alla Nava.

Le Feste erano state appena archiviate e quel giorno sembrava essere entrati, anche se con un po’di ritardo, nel clima invernale: quello più accattivante di gennaio, un po’ freddo ma, se sereno, con una luce impagabile.

Così, come è noto, non è stato.

Un susseguirsi di fenomeni piovosi, favoriti dalle temperature miti hanno caratterizzato (e continuano a farlo) tutto il periodo. E con la pioggia incessante, l’impossibilità di programmare le uscite. Poi mettiamoci qualche “acciacco di stagione” ed eccoci arrivati nell’ultima decade di febbraio. La sensazione di aver interrotto quel filo invisibile, che la continua frequentazione  porta a intrecciare con un luogo, accompagna i primi momenti dell’uscita.

Cosa sarà cambiato? Per un ambiente come la Nava, la domanda è lecita: la mano talvolta irrispettosa dell’uomo e l’opera non sempre benevola del meteo sono due fattori che possono influire pesantemente su un territorio, in alcuni tratti, fragile come quello della Valle. La prima luce solare che solleva la nebbiolina dal prato sembra tranquillizzare. Ma non può essere così: conoscendo l’ambiente, arriveranno presto le zone dove la pioggia ha trovato le condizioni per incidere in modo marcato. Anche qui l’opera dell’uomo l’ha favorita creando ampie buche e solchi, su un terreno che, ormai pressato, ha perso la capacità di assorbimento

…. infatti ….

2Questo non è un campo arato, ma bensì un tratto di “carrareccia”: 15 / 20 centimetri di fango sopra uno zoccolo duro, intervallato da pozzanghere simili a piccoli stagni.

Provare per credere.

Ma con un bel paio di stivali, che  preservano dall’umidità ma che non sfuggono alla morsa argillosa. Camminare in queste condizioni, non è per nulla agevole, eppure qualche temerario non manca, compresa una giovane coppia di genitori con al seguito i figli.

Fortunatamente, ogni volta che si abbandonano questi tratti, il bosco comincia a dare il meglio di sè, con le fioriture che segnano il “fine inverno” già discretamente diffuse.Due sono le essenze dominanti: il campanellino e la scilla. E’ abbastanza curioso il fatto che, quasi sempre, si colleghi questa stagione meravigliosa del sottobosco con le fioriture dei bucaneve (laddove ci sono) o dei campanellini, mentre quasi mai si accenni alla scilla. Eppure la scilla, per eleganza e diffusione sovente è la vera regina di questo momento magico. Ecco una piantina con l’infiorescenza di color bianco, tonalità non rarissima, ma rispetto alla canonica tonalità blu-azzurra, presente in percentuali infinitesimali.

3La ragione per cui questa bella essenza, non abbia riscosso la medesima attenzione delle altre citate, potrebbe risiedere nel fatto che le sue piccole dimensioni unite ad una velocissima deperibilità, una volta recisa, non la rendono idonea alla raccolta; al contrario dei campanellini spesso usati  per omaggiare le  “Madonnine” sparse lungo i sentieri o, andando ancor più indietro negli anni, quale  “pensiero” per i defunti.

C’è però qualcuno a cui il fango non dà per nulla fastidio, anzi ne agevola la possibilità di operare: sono i cercatori di metalli, già incontrati una volta in precedenza.

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Armati di metal-detector e piccola pala, sondano il terreno palmo a palmo in cerca di antichi “cimeli”. A loro evidentemente fa comodo un terreno intriso d’acqua, quindi morbido da scavare ogni volta  che la “lancetta” segnala qualcosa.

Si può immaginare lo stato d’animo che accompagna ogni palettata di terra smossa per portare alla luce l’oggetto individuato. Ma l’esperienza, stando a quanto affermato da loro stessi,  già li predispone ad aspettarsi una vecchia latta: il rinvenimento di una monetina del “ventennio” è considerato già un bel successo!

Sala Alfio

GRUPPO VALLE NAVA

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

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Questa voce è stata pubblicata il marzo 3, 2014 da in Casatenovo.

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