Gruppo Valle Nava

riscopriamo il nostro territorio

#Nella vicenda dell’orsa si faccia strada la logica..

daniza1Come molti di voi avranno letto, in questi giorni, in Trentino, è in corso una grande caccia all’orso…o meglio all’orsa (Daniza) che nella giornata di Ferragosto ha aggredito uno sventurato cercatore di funghi che non sapeva evidentemente di trovarsi nella peggiore situazione in cui incontrare un plantigrado, l’unica realmente pericolosa: incontrare una mamma con i cuccioli.

Secondo il protocollo in vigore, l’aggressione impone che l’animale sia catturato e se la cattura andrà a buono fine Daniza verrà rinchiusa nel Centro faunistico di Casteller, alle porte di Trento. Rimarranno invece liberi i suoi due cuccioli, quelli che ha cercato di difendere quando ha aggredito il cercatore di funghi nei boschi di Pinzolo.

Di seguito riportiamo una lettera che Alfio Sala, un nostro associato, ha inviato alla Redazione del Corriere del Trentino..liberi di condividere i suoi pensieri, le sue posizioni, oppure no…offre in ogni caso uno spunto per ragionare sulla vicenda e sul tema ancora più grande della convivenza tra uomo e animali reintrodotti attraverso progetti conservazionistici nel loro habitat naturale.

Spettabile Redazione,

vorrei fare un paio di considerazioni riferite all’aggressione subita dal Sig. Maturi, da parte di una femmina di orso bruno europeo.

a) una femmina di orso bruno pesa circa un quintale (praticamente la massa corporea di tre bei pastori tedeschi ipoteticamente uniti)

b) l’orso bruno possiede una dentatura che presenta denti assai affilati, per altro la sua dieta è costituita per oltre 80% di vegetali (ne sanno qualcosa i meleti della Vostra zona)

c) le zampe sono munite di unghie che misurano dagli 8 cm in su

Detto questo, Vi immaginate cosa significa l’attacco di una animale inferocito con una massa di 100 kg, le fauci aperte e le zampe munite di una decina di “lame “ taglienti?

L’urto Vi abbatte, istintivamente Vi proteggete il viso e lui (lei, in questo caso) Vi apre la pancia. Non esiste “soprannome pugilistico” che Vi possa salvare, evidentemente.

Ma questa “macchina da guerra”, ha un grosso tallone d’Achille: non ha consapevolezza della propria forza e, causa un carattere assai schivo, evita accuratamente l’uomo.

Infatti negli ultimi 150 (centocinquanta) anni, prima di quella subita dal Sig. Maturi, in Italia, le aggressioni da parte di orsi a esseri umani erano pari a …. 0 (ZERO). Almeno questo è quello che si legge in Internet (PARCHI ONLINE.IT). Ora il dato dovrà essere aggiornato ……

Lascio ai Lettori il compito di farsi un’opinione riguardo al racconto (in più versioni) fatto dal Sig. Maturi.

Quello che però mi sento di esprimere è, mi si passi il termine, la pena che provo per il comportamento tenuto dagli Amministratori in questa circostanza: affermazioni pesanti, retromarce, riposizionamenti. La classica sensazione, almeno per quanto ho percepito , di persone sbagliate nel posto sbagliato. Io non ho impiegato una settimana per documentarmi, minimamente, almeno sulle caratteristiche comportamentali. Loro, chiedo, che verifiche hanno fatto ? Si sono basati esclusivamente sul racconto del “protagonista” ? C’erano testimoni (possibilmente escludendo moglie, madre, l’amicone di avventure) ? Quale medico ha certificato la natura delle ferite, non esistendo (sempre in base a quando riportato in Internet) dei precedenti ? E poi ci si riferisce a ferite superficiali, in base alla potenzialità dell’aggressore.

Tutto questo andava fatto, prima di fare proclami e di mettere in moto la macchina bellica tesa ad eliminare il “pericolo” orsa. Quasi, nasce il sospetto che si aspettava il “casus belli”, per affossare il programma di reintroduzione dell’orso.

Sarebbe il caso che Voi, organi di stampa locali, poneste delle domande a questi Signori, perchè, onestamente a me importa il futuro dell’orsa e dei suoi cuccioli, ma lì da Voi penso che conti soprattutto il fatto che un’intera Comunità stia scivolando nel ridicolo. E non solo in Italia: probabilmente avrete già visionato il Web.

Chiudo con un piccolo consiglio che mi sento di dare a “Chi  comanda “ in Trentino: non “trovate” l’orsa per un po’ di giorni e poi dite che si allontanata dallo Vostra giurisdizione.

In seguito se volete ridiscutere, a mente serena, l’intero programma di reintroduzione, fatelo, ma in modo credibile. Basterebbe tener presente che, non solo da Voi, potenzialmente è più pericolosa una comune vipera. E poi fa meno notizia (negativa, se si incappa in qualche malcapitato “miracolato”).

Confidando che questa mia lucida disamina, susciti dei contradditori altrettanto lucidi, colgo l’occasione per porgere cordiali saluti.

SALA ALFIO Casatenovo – LECCO

Informazioni su Gruppo Valle Nava

Associazione casatese per la difesa del territorio, la sua valorizzazione e la diffusione di una coscienza ecologica.

2 commenti su “#Nella vicenda dell’orsa si faccia strada la logica..

  1. osea
    agosto 30, 2014

    Il problema non è se la vicenda di questa aggressione sia vera, falsa o strumentale.
    Il problema è che situazioni di questo genere si verificheranno sempre.
    Perché?
    Risposta: perchè non stiamo parlando del Canada. Stiamo parlando del paese più antropizzato del momento.
    E reinserire un orso o un lupo, non serve a niente, mi dà l’idea di un approccio alla natura impacciato che sa anche un pò di accanimento terapeutico.Tutti quei soldi andavano spesi prima, per preservare l’habitat minimo necessario a queste bestie. Habitat che, evidentemente, gli va un pochino stretto se si trovano a dover sconfinare nei meleti o negli allevamenti. Mi auguro perlomeno che si occupa di questi ‘progetti’ di reinserimento risarciscano di tasca loro gli eventuali effetti collaterali. Quindi sì, sto con daniza perché è vittima. Ma non di chi la vuole far fuori bensì di chi con uno spirito ‘ambientalista’ cittadino, dissennato e totalmente scollato dalla realtà, la tratta (senza nemmeno saperlo) come cavia da esperimento.

    osea pennati – gruppovallenava

    • alfio sala
      agosto 31, 2014

      bisognerebbe andare a vedere quanto territorio, dall’epoca del progetto di reinserimento, poi è stato “usato” per altri scopi….. colture intensive, attività (agro)turistiche, strade, tagli per ricavarne legname e, da come trapela anche dai commenti dei blog del posto, piste con impianti di risalita. guarda in Lombardia, sta tornando il lupo (da solo) e intanto approvano leggi che permettono il taglio dei boschi e le gare motoristiche sui sentieri di montagna. è ovvio prevedere uno “scontro” ….

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Questa voce è stata pubblicata il agosto 20, 2014 da in Casatenovo.

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